La Pizza Sospesa

Napoli è amore, sempre cantato vicino al mare di via Caracciolo o Posillipo nelle melodie classiche della storia della musica.
Nessuna canzone racconta invece l’amore verace e fattivo della Sanità, il vero amore concreto, quello che nasce da un cuore che batte, quello che non consegna bigliettini ma pizze a chi non può permetterselo.
Quel giorno che ci incontrammo io, papà Antonio e la nostra amica Monica Piscitelli, e Monica ci parlo dell’idea della Pizza Sospesa (condivisa anche con Antonio Puzzi, altro caro amico) mi innamorai subito dello spunto.
Io, la mia famiglia, così tanto legata alla gente del nostro quartiere, della nostra città, avevamo la possibilità di fare qualcosa per aiutare le persone bisognose, facendo il nostro lavoro, mi sembrava un cosa bellissima.
Oggi è passato un po’ di tempo è devo dire che la Pizza sospesa rimane una delle cose di cui, noi Oliva, andiamo più fieri, vedere quella lavagna all’ingresso di Concettina ai 3 santi, aggiornarsi di volta in volta rappresenta un vero motivo di orgoglio.
A tal proposito Mi piace citare a di questo tema un brano del capitolo scritto da Marino Niola contenuto nel recente libro “Pizza, una grande tradizione italiana” edito da Slow Food Editore, che, secondo il mio modesto parere, ha saputo interpretare con la sua maestria perfettamente i valori alla base dell’idea: “Una pizza non si nega a nessuno. Tantomeno a chi non ha la possibilità di comprarsi da mangiare. E’ questa la filosofia dell’iniziativa che fa di questo cibo di strada un sinonimo universale di solidarietà. Soprattutto da quando il “sospeso” è uscito dai vicoli partenopei e si è globalizzato. Grazie anche al tam tam della rete. Che ha moltiplicato gli spazi e accelerato i tempi della generosità. A riprova del fatto che per far fronte alla crisi c’è bisogno innanzitutto di nuove idee, in grado di tenere insieme il prodotto della solidarietà. Di forme di redistribuzione fai da te che non umiliano chi riceve e gratificano chi dona. E curiosamente le idee più innovative si rivelano quelle che nascono dal cuore della tradizione, dal welfare popolare, quello senza burocrazia e senza costi aggiunti. Tipico di chi all’emergenza dà del tu da sempre. Qualcuno la chiamerebbe margherita etica. Forse è semplicemente altruismo alla napoletana.”
Allora per me quella lavagna dove annotiamo le pizze sospese è un po’ come un’altalena, un’altalena di emozioni: i numeri salgono, scendono e poi risalgono.
Non c’è equilibrio, non c’è immobilità.
Negli 3 ultimi mesi del 2016 sono state consegnate oltre 500 pizze e tanti sono i progetti del 2017.
È il vero amore, quello che si aiuta nei vicoli, quello che si stringe in una relazione forte, quello che non ha bisogno di canzoni, che arriva dritto al cuore con la forza dei fatti

Il nostro Cuore batte per la Sanità!

Inizio il mio Diario, il diario di Ciro Oliva, raccontandovi un’emozione forte, quella vissuta in occasione della “notte bianca” organizzata nel nostro quartiere, l’evento Sanità Tà Tà.

Un evento per il quale ho vissuto un momento tra i più emozionanti della mia vita.

Vedere fiumi di gente percorrere le strade e vicoli del quartiere Sanità con il sorriso sulle labbra e per divertirsi è stata una sensazione indescrivibile.

E non mi riferisco a quanto è successo nel nostro locale, da Concettina ai 3 santi, o a qualche nostra pizza particolarmente apprezzata dai nostri clienti, ma a quanto ho vissuto fuori dalla Pizzeria, per le strade del rione.

La bella idea venuta al Presidente della Terza Municipalità, Ivo Poggiani, e la fattiva collaborazione ricevuta da tutto il quartiere (in particolare dai nostri colleghi commercianti) sono stati la dimostrazione di un grande sforzo di coraggio e amore.

Girando per le strade della Sanità è stato un continuo stupore, nel vedere luoghi, purtroppo famosi per altre storie, pieni di gente felice, intenta a divertirsi ascoltando musica, mangiando street food, ammirando artisti di strada.

Lo spirito di tutti noi, che svolgiamo attività commerciali nel Rione, se rimane unito come quello della notte bianca, consentirà di far conoscere le tante bellezze della Sanità. Sicuramente la gastronomia si sposa con l’arte ed io le mia famiglia proveremo a fare il possibile per continuare su questa strada svolgendo il nostro lavoro di pizzaioli al meglio, ma è necessario essere tutti uniti, proprio come nella “notte binca”.

Solo così potrò rivivere un momento per me indimenticabile, da pelle d’oca, come quando ho visto mia Mamma e mia figlia giocare e gioire per strada davanti la Pizzeria la sera dell’Immacolata, insieme a tante altre persone della zona ma anche dal resto della città.

Il nostro Cuore batte per la Sanità!